POR FESR, 744 milioni per sistema regionale

Andrea CapobassoCredito

Promuovere uno sviluppo ecologicamente compatibile, inclusivo e rispettoso dei diritti delle persona e delle pari opportunità finalizzato a rafforzare la competitività del sistema Lazio. Questo l’obiettivo del Programma Operativo Regionale (Por) del Lazio che rende disponibili circa 744 milioni per il 2007-2013 e di cui si è discusso il 5 giugno a Roma, nel corso del convegno ‘opPORtunita’ dall’Europa. La Regione Lazio per lo sviluppo, le nuove misure del Por Fesr Lazio 2007-2013 e i bandi per i distretti industriali e le filiere produttive’, in cui sono stati presentati i primi bandi per l’accesso ai finanziamenti pari a 318,5 milioni di euro. In particolare, 211,5 milioni sono resi disponibili dal Por Fesr, 49,5 dal Fas e 50 dai Fondi Rotativi per le Pmi e dalla Legge regionale 46/02. Altri 7,5 milioni sono disponibili grazie al contributo del Fondo sociale europeo. Per assicurare un adeguato sostegno agli investimenti delle imprese, la Regione prevede di avviare tre attività del Por Fesr attraverso specifici Avvisi per la presentazione di progetti esecutivi.
Per tali interventi, relativi a servizi avanzati alle Pmi, prodotti e processi rispettosi dell’ambiente, efficienza energetica ed energie rinnovabili in alcuni settori, la Regione mette a disposizione 30 milioni di euro. Per la programmazione operativa di queste attività la Regione Lazio di avvale del servizio di assistenza e programmazione economica di Sviluppo Lazio, per l’implementazione delle attività, si avvale di altri servizi di Sviluppo Lazio e di Filas.
”Il nostro obiettivo – ha spiegato il presidente di Sviluppo Lazio Giancarlo Elia Valori – è essere accanto all’economia reale. Per questo intendiamo operare con le imprese, con i cittadini e con tutti gli attori sociali, per fare rete. Ognuno per la propria parte deve sentirsi impegnato per rilanciare il sistema Lazio”.
”La Regione – ha ricordato l’assessore regionale al bilancio Luigi Nieri – ha individuato tre assi di intervento: ricerca e innovazione e rafforzamento della base produttiva; aziende e prevenzione rischi; accessibilità ovvero promozione di una mobilità integrata e sostenibile e di una società della conoscenza inclusiva. I distretti interessati dagli interventi sono quelli tecnologici avanzati (aerospazio, bioscienze, cultura), ceramica, nautica, carta, audiovisivo, innovazione e meccanica. Per sostenere tutte queste attivita’ sono appunto previsti dei bandi.
“La procedura negoziale – ha continuato Nieri – si concretizza in accordi di programma per lo sviluppo e la produttività, sottoscritti tra Regione e imprese, in forma singola o associata, enti locali e altri soggetti pubblici coinvolti nel progetto di investimento. Il nostro programma – ha ribadito – è all’insegna della partecipazione, anche perché gli interventi spot non servono a nulla; un bando deve essere correlato all’altro per creare una filiera produttiva”.
Dello stesso avviso il direttore generale di Sviluppo Lazio Gianluca Lo Presti. ”Dobbiamo evitare – ha precisato presentando gli aspetti tecnici di accesso ai bandi – che i progetti non siano conclusi. Al contrario devono portare risultati effettivi sul territorio. Si tratta di interventi utili e interessanti soprattutto in questo periodo di crisi”.
L’assessore regionale allo Sviluppo, Innovazione e Turismo Claudio Mancini ha poi ricordato ”i 36 milioni di euro stanziati per il bando relativo all’innovazione tecnologica”. ”Abbiamo meno risorse – ha concluso – ma saranno meglio utilizzate nell’ottica di un riequilibrio tra la capitale e il territorio in generale”.
‘’Vogliamo rimettere in moto l’economia regionale impegnando il più possibile le risorse disponibili a livello europeo”. Così il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo. ”Faremo in modo che la garanzia del credito sia supportata. Il Por, nel Lazio, rappresenta una forte identita’ del territorio con il processo industriale. La priorità, in un periodo di grave crisi industriale come quello che stiamo attraversando, deve essere quella dell’utilizzo dei fondi Por. Non è mai accaduto prima di ora che i fondi ‘accompagnassero’ le imprese; siamo inoltre partiti con una velocità mai avuta prima dalla regione”.
”Questo – ha rimarcato Marrazzo – riguarda la cultura del rapporto Italia-Europa. Dalla politica dei fondi bisogna passare alla politica delle loro utilizzazione. La produzione e’ in picchiata -ha ammesso il governatore – e il rischio è che a pagare di più sia chi innova di meno, come le pmi, E proprio l’innovazione e l’internazionalizzazione di queste poggiano le basi sull’utilizzo dei fondi europei. Fondamentale anche la dotazione infrastrutturale per il tessuto produttivo locale. Le aziende – ha osservato – devono sì usare fondi europei, ma devono anche essere supportate a livello infrastrutturale. Un’azione questa – ha concluso – già ampiamente attivata dalla regione, basti pensare alla Roma-Civitavecchia o al terzo scalo aeroportuale del Lazio”.

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