Autoriparatori. Gestione dei Pneumatici Fuori Uso, al via in Italia dal 7 settembre

Andrea CapobassoAutoriparazione

A partire dal 7 settembre 2011 è formalmente iniziata anche in Italia la gestione dei pneumatici fuori uso. Da tale data, i gommisti quando vendono pneumatici devono pertanto indicare in modo chiaro e trasparente, in fattura o sullo scontrino fiscale, il contributo ambientale che copre i costi di gestione e recupero dei pneumatici fuori uso. L’importo del contributo varia naturalmente al variare delle dimensioni e tipologie del pneumatico: da 1,5 euro per le moto e 3 euro per le auto fino a 326 euro per le gomme per macchine industriali.

I contributi ambientali comunicati per ora dal Ministero non riguardano tutti i pneumatici, ma solo quelli dei marchi delle sei aziende socie di Ecopneus: Bridgestone, Continental, Goodyear Dunlop, Marangoni, Michelin e Pirelli.
 
Per tutti gli altri marchi di pneumatici occorre aspettare le indicazioni del Ministero dell’Ambiente. Infatti, per i marchi delle aziende produttrici o importatrici, che si sono rivolte ad altre strutture associate o che hanno deciso di occuparsi direttamente della gestione dei pneumatici fuori uso, l’importo del contributo potrebbe essere diverso, inferiore o superiore, in base alle stime dei costi di gestione che questi soggetti hanno comunicato al Ministero.
 
Ricordiamo infine che Ecopneus offre in tutta Italia la raccolta gratuita dei PFU a tutti gli operatori che si sono già registrati, i quali possono  richiedere fin da subito il ritiro dei PFU, inserendo la richiesta sul sito www.ritiropfu.it. Gli altri gommisti che non si sono ancora registrati al consorzio possono farlo attraverso il sito www.ecopneus.it, nell’area “Iscrizione Operatori”.

  • Scarica il file con con l’importo del contributo che copre i costi di gestione e recupero dei pneumatici fuori uso.

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