ARTIGIANI E PMI: DICHIARIAMO LE TASSE, MA NON POSSIAMO PAGARE SUBITO. MALAVASI: E’ NECESSARIO POSTICIPARE I VERSAMENTI

Luigi MeiAmbiente e sicurezza

Se le premesse verranno mantenute, non si annuncia un fine anno sereno nei rapporti tra piccole imprese e fisco. Ad accendere la miccia è stata la campagna annunciata dall’Agenzia delle Entrate sull’intensificazione dei controlli alle imprese che non hanno versato i tributi, pur avendoli dichiarati. «Si tratta di una mossa intempestiva e che di sicuro non porterà ai risultati sperati — commenta Ivan Malavasi, Presidente Nazionale CNA, in un’intervista al Corriere della Sera — Non pagare le imposte, avendole comunque dichiarate, non nasconde una strategia elusiva ed evasiva, ma riguarda l’impossibilità concreta di effettuare i pagamenti per mancanza di liquidità. Accanirsi contro chi, senza evadere, ha scelto di posticipare il pagamento dei tributi dovuti spe­rando in una liquidità futura, ci pare totalmente sbagliato». Adesso che l’approvazione della Finanziaria è alle porte per le piccole e medie imprese è tempo di passare all’in­casso delle tante promesse registrate durante l’autunno, Come ad esempio la riduzione dell’IRAP, annunciata per ben tre volte. Per la verità già nel 2009 qualcosa è stato ottenuto: la cassa integrazione in deroga, la moratoria dei debiti, la riduzione dell’acconto lrpef di 20 punti. Ma ormai le aziende guardano al 2010 e agli appuntamenti col fisco che fanno tremare i polsi a chi ha i fatturati disastrati dalla crisi.

Condividi