CNA Benessere e Sanità, dai diritti dell’estetista alla sicurezza del cliente

Andrea CapobassoBenessere e sanità

L’Unione CNA Benessere e Sanità unitamente ad altre associazioni nazionali di categoria, si mobilita in favore della sicurezza delle apparecchiature ad uso estetico. I recenti sequestri di apparecchiature elettromeccaniche per uso estetico corredate da dichiarazioni di conformità false e di difficile riscontro, operati su tutto il territorio nazionale in 265 centri estetici, hanno riproposto con urgenza la necessità di un decreto che, secondo quanto previsto dalla legge in vigore, fissi i requisiti tecnici e le modalità di utilizzazione di questa strumentazione, nonché le cautele d’uso. Una carenza normativa evidenziata più volte negli ultimi vent’anni dalle Organizzazioni di rappresentanza di un settore in netta evoluzione a livello strutturale (attualmente il 35% delle imprese “della bellezza” opera in regime società di capitali). CNA Benessere e Sanità si è dunque impegnata a dotare l’estetica professionale di uno strumento, la “Carta dei Diritti dell’Estetista”, attraverso il quale guidare gli operatori alla conoscenza dei propri diritti nella fase di acquisto dei beni strumentali. La carta prevede, infatti, una precisa assunzione di responsabilità da parte di produttori, importatori e distributori di apparecchiature rispetto alla dichiarazione di conformità CE, alla provenienza dei componenti dell’apparecchio, alle norme di sicurezza relative agli strumenti elettrici, all’energia erogata, al rischio biologico, alla correttezza della comunicazione, alla formazione sull’uso dell’apparecchio, alla garanzia.
Benedetto Recchia (nella foto) – Presidente Unione Benessere e Sanità della CNA di Frosinone “La carta dei diritti dell’estetista è uno strumento indispensabile per un comparto che ha assistito ad una sostanziale modifica della domanda, non più caratterizzata da una clientela prevalentemente femminile ma sempre più aperta al benessere maschile. Alcuni recenti studi hanno fornito un profilo dei centri estetici italiani: 91 metri quadrati la dimensione media, la metà dei quali collocati su strada mentre la restante parte è ubicata all’interno degli edifici. Ogni centro è dotato di 4,6 cabine e vi operano 2,2 addetti, senza contare i collaboratori occasionali. Il numero medio di clienti settimanali, per centro, è di 54,6. I ricavi derivano principalmente da trattamenti viso e corpo (37%), mani, piedi e ricostruzione unghie (24%), depilazione (22%), Solarium (10%).”

L’evoluzione della tecnologia ha inoltre incrementato in modo esponenziale l’utilizzo delle apparecchiature elettromeccaniche per uso estetico, impiegate quotidianamente in oltre 120 mila trattamenti. Dal semplice depilatore elettrico o elettronico alle lampade UV, dall’elettrostimolatore alla ionoforesi, solo per citarne alcune. Le 25 mila imprese che operano nel campo della bellezza eseguono quindi annualmente circa 40 milioni di trattamenti estetici con l’ausilio di macchinari.

Benedetto Recchia  – “Auspichiamo che questo protocollo sia presto condiviso dal maggior numero possibile di aziende produttrici di apparecchiature e che sia compreso e sostenuto dalle Associazioni di tutela dei consumatori. I costruttori che lo rispetteranno seriamente rappresenteranno un punto di riferimento importante per la nostra Categoria rispetto al nostro obiettivo di tutela del benessere del cliente, che costituisce il nostro prezioso patrimonio. Il nostro prossimo impegno sarà quello di coinvolgere, unitamente a chi riterrà di sostenere questa campagna, il mondo scientifico in una ricerca mirata alla determinazione delle potenzialità e dei rischi delle apparecchiature di nuova generazione.
Si tratta di restare al passo con i tempi ed usufruire dello sviluppo tecnologico, offrendo ai clienti dei centri estetici il massimo del risultato, salvaguardandone la sicurezza.”

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