Edilizia e impiantistica, la ritenuta del 10% penalizza le imprese. Va abolita

Andrea CapobassoCna Nazionale

In una nota congiunta i Presidenti della Cna, della Confartigianato e di Casartigiani criticano l’articolo 25 della manovra economica, già in vigore, che istituisce una ritenuta alla fonte del 10% applicata da banche e poste sui bonifici con i quali i beneficiari delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edili e per il risparmio energetico pagano le imprese esecutrici dei lavori. La battaglia al lavoro nero e all’evasione fiscale, pienamente condivisibile, non può trasformarsi, in questa fase di crisi, in una riduzione drastica della liquidità delle imprese. “Condivisibile nelle finalità di combattere lavoro nero ed evasione fiscale, ma troppo penalizzante per le imprese delle costruzioni e dell’impiantistica che fatturano regolarmente i loro lavori e pagano le tasse”. I Presidenti di Cna Ivan Malavasi, di Confartigianato Giorgio Guerrini e di Casartigiani Giacomo Basso commentano criticamente, in una nota congiunta, l’articolo 25 della manovra economica, già in vigore, che istituisce una ritenuta alla fonte del 10% applicata dalle banche e dalle poste sui bonifici con i quali i beneficiari delle agevolazioni fiscali (del 36% sulle ristrutturazioni edili e del 55% per il risparmio energetico) pagano le imprese esecutrici dei lavori. “Non comprendiamo – sottolineano i Presidenti delle tre Confederazioni – la fretta di far decorrere immediatamente l’applicazione di questa misura, visto che essa è contenuta nella manovra economica che il Parlamento deve ancora esaminare ed approvare”. “La ritenuta del 10% sulle fatture, IVA compresa, riduce drasticamente la liquidità delle imprese in una fase di crisi. La crisi ha provocato una crescente difficoltà di accesso al credito per le piccole imprese dei settori delle costruzioni e dell’impiantistica”. “Molte aziende – spiegano i leader di Cna, Confartigianato e Casartigiani – non possono permettersi di rinunciare al 10% di ogni fattura al momento del bonifico. Bisogna considerare, infatti, che a volte il margine di guadagno per l’imprenditore è inferiore del 10%”. “Inoltre – aggiungono – con questa norma si istituisce un’ulteriore anticipazione del prelievo fiscale su un reddito per cui sono stati previsti acconti d’imposta. E’ un’anticipazione che, tra l’altro, viene applicata sul ricavo anzichè sul reddito, determinando quindi delle sicure situazioni di credito fiscale. Tutto questo senza apportare alcun contributo effettivo alla lotta all’evasione fiscale. L’amministrazione finanziaria, infatti, possiede già tutti gli elementi per eseguire i controlli incrociando le informazioni inviate, in ogni caso, dai cittadini per ottenere tali agevolazioni”. I Presidenti di Cna, Confartigianato  e Casartigiani sollecitano l’abrogazione della norma e confidano nella sensibilità del Parlamento per una modifica sostanziale del provvedimento.

Condividi